E' una vera e propria "GOLDEN AGE" per la carta da parati sia nel mondo della moda che nell'interior design.. dopo anni di minimalismo e ambienti zen è tornata in auge la TAPPEZZERIA!
Chi l'avrebbe mai detto?... ma si sa.. tutto torna prima o poi!
La cosiddetta "tapestry- mania" ha contagiato molti stilisti, che per l'inverno alle porte hanno proposto capi con fantasie che richiamano gli anni '60 e '70.
Ce ne sono per tutti i gusti e forme che vanno dalle losanghe ai cerchi, triangoli, piastrelle esagonali e tasselli romboidali. Uno dei brand più "colpiti" da questa "sindrome da forme geometriche" è sicuramente Prada , che nella nuova campagna F/W 2012-2013, firmata Steven Meisel, mette in evidenza diverse fantasie optical con un forte richiamo agli anni '70.
Giambattista Valli punta su tuniche in maglia dai colori accesi , movimentate da geometrie rettangolari.
Anche il mondo del design ha fatto un tuffo nel passato: per la sua linea sulla casa, Hermès in collaborazione con l'architetto Shigeru Ban, ha messo a punto la struttura MODEL H che è formata a tante piccole H di metallo che possono essere ricoperte con tasselli di cuoio, pelle o tessuto per comporre a proprio gusto le pareti.
La designer Kicki Edgen Nyberg ha studiato un sistema che fa sporgere la tappezzeria dal muro, dando vita a piani d'appoggio ondulati.
E' firmata Giulio Iacchetti la collezione di laminati plastici caratterizzata da un mosaico di piccole casette con un forte impatto visivo.
Queste sono solo alcune delle tantissime rivisitazioni ed evoluzioni della tappezzeria, che mostrano la grande importanza che il vintage sta avendo in questi ultimi anni.
Un mix perfetto tra modernità e "nostalgia"!
La Signorina F.
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giovedì 4 ottobre 2012
NUOVA TAPPEZZERIA?!
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lunedì 17 settembre 2012
Abiti e architetture
Influenze evidenti e divertenti associazioni
Alla pagina 39 di La Repubblica di sabato 15 trovo una buffa piramide rovesciata,l'immagine,nona caso una figura geometrica,suggerisce la stretta relazione tra moda earchitettura.
Da sempre sostengo la reale e feconda contaminazione delle arti ,il pezzo diQuirino Conti
sembra confermarlo.
E si,dopo anni di International Style e codici stilistici piu' o meno comuni atutti,si assiste alla libera ispirazione,rifacendosi a schemi rubati allamatita di un archistar (ora si chiamano cosi')o al pennello di un pittore.
Aspetto ancor piu' interessante e' la totale volonta' di cambiare rotta initinere,ovvero quella liberta' di cambiare forma e modello,perche' spinti dauna nuova idea,quindi nulla di predefinito,l'opera prende forma via via.
La chiara matrice pittorica e' riscontrabile nelle geometrie alla Frank Gerhynell'ultima collezione Prada,alle asimmetrie di Lanvin,al classicismo diBottega Veneta.Risultati differenti per cifra stilistica differente.Quel che nederiva e' una grande varieta' di forme e colori,non piu' un codice unico diriferimento ma una vera esplosione di fantasia.
E' un processo basato anche sull'improvvisazione,tanto cara ai miei amatiimpressionisti,dettate dalle suggestioni del momento,che nascono talvolta da unerrore o da una imprecisione,
Via dunque alla creativita' piu' sfrenata,strizziamo l' occhio a chi la natura l'ha raccontata prima di noi,lasciamo spazioalle idee personali che caratterizzano ogni manufatto.
Facciamo in modo di poter smontare un abito alla prima o alla seconda prova!
Accorciamo,allunghiamo,
Sarebbe davvero divertente azzardare la vera idea ispiratrice,leggendo un abitocome fosse un'opera d'arte!(per me e' cosi' gia' da un po').
La Signorina P.
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