mercoledì 12 dicembre 2012

4 scatti da PUA'

Oggi vi propongo lo shooting che noi signorine  abbiamo fatto al negozio di Cecilia Banzola: PUA'.


Situato a Roma, a via Orazio Pulvillo 3, questo piccolo shop offre una vasta scelta di capi e accessori.... pantaloni, sciarpe, maglie, cappelli... chi più ne ha più ne metta!
Caratteristico è il mood del negozio! Dalla bicicletta appesa alla parete azzurrina, al divanetto che rende ancora più accogliente l'interno.



Sulle romantiche relle in ferro scuro sono tanti i vestiti appesi , differenti per colori e forme ma tutti uniti da un comune denominatore : CASUAL CHIC!



Io e le signorine P e D , ci siamo divertite , insieme a Cecilia, a scegliere vari outfit che rispecchiassero le nostre rubriche.




La Signorina P si è lasciata avvolgere da capi caldi e morbidi, io non ho rinunciato alle paillettes e al military mentre La Signorina D ha scelto cappotti dal taglio classico!
Vi mostro le bellissime foto che ci ha scattato Gianluca Ruggeri. Quale look preferite? e in quale vi rispecchiate di più?


















La Signorina F.

Presentazione del blog alla stampa ed agli amici.

Che dire?sono pienamente soddisfatta del percorso fatto fin qui,fiduciosa su cio' che avverra' e felice per il bel pomeriggio col te' e gli amici.



L'entusiasmo e la voglia di fare ha caratterizzato fin dal principio il nostro lavoro,ora,seppur fra emozioni manifeste e applausi di conferma siamo qui a testimoniare la nostra gratitudine a coloro che,in diversa misura,hanno contribuito alla realizzazione di questo incontro,caloroso,divertente,salottiero e glamour.



Tra lustrini e paillettes,biscotti e dolci vari,champagne,luci,musica e addobbi natalizi scattiamo mille foto-ricordo!
La Signorina P.

domenica 9 dicembre 2012

5 minuti con Gianluca Ruggeri

Qualche giorno fa ho indossato i panni di una giornalista e ho intervistato il fotografo , nonchè mio amico, Gianluca Ruggeri.
Trentenne di origini siciliane, si trasferisce a Roma per diplomarsi allo IED ( istituto europeo di design), ha lavorato per diversi studi di produzione televisiva  come art director e video designer. Oggi studia all'Accademia del Lusso dove si sta specializzando in fotografia di moda.

Tutti i suoi lavori li potete ammirare sul suo blog http://gianlucaruggeri.blogspot.it/




1) Da cosa  e quando è nata la tua passione per la fotografia?

Credo di averla sempre avuta, da piccolo facevo spendere un sacco di soldi ai miei per sviluppare rullini fotografici, uscivo a giocare quasi sempre con una macchinetta fotografica usa e getta.


2) Quando hai scattato la prima foto?

Non ricordo la prima in assoluto, ma mi viene in mente una foto che ho fatto durante una vacanza a Tropea, avevo 15 anni credo. Era la foto di un lampione, al tramonto, e avevo centrato perfettamente il sole all’interno della lampadina. Forse è stato quello il primo scatto che mi diede tanto entusiasmo. 


3) Dove trovi l'ispirazione?

Ovunque. Film, telefilm, musica, la gente per strada… Cerco di trarre idee da ogni situazione.




4) Come vedi il mondo attraverso l'obiettivo?

Lo vedo ricco di dettagli. Solitamente prestiamo poca attenzione a ciò che ci circonda, siamo sempre distratti da ciò che dobbiamo fare, dalla fretta o da una telefonata... Cercare lo scatto perfetto in un paesaggio o con qualunque altro soggetto, ti dà modo di notare cose che magari nella normalità non vedresti neanche. Mi affascina molto questo aspetto della fotografia.





5) Cosa o chi prediligi fotografare?

Sicuramente persone. Fare shooting di moda mi piace perché sono libero di costruire tutto, posso ricreare ciò che ho in mente senza dover essere dipendente dalle circostanze esterne. Quando riesco a fare una bella foto in circostanze “spontanee” devo affidarmi anche alla fortuna, per esempio ad un sorriso immortalato nel momento giusto, con la luce giusta, eccetera. Nella moda sono io a gestire tutto, insieme al team ovviamente, ma posso governare io la situazione, e decido io quando lo scatto è ok.





6) Cosa vuoi immortalare in uno scatto?

Mi piace l’idea di comunicare qualcosa. Quello che cerco di fare quando scatto una foto è dare modo a chi la guarda di immaginarsi una storia, una sensazione.

7) Sei un perfezionista?

Diciamo che cerco di essere perfezionista nell’imperfezione. Non sempre mi attengo a regole ferree riguardanti tecniche fotografiche, ma se ho una determinata idea in testa rompo le scatole fino alla fine finchè non sono soddisfatto.




8) Il tuo fotografo preferito?

Oddio… Uno in particolare non saprei, ne prediligo diversi. Gerard Rancinan, Tim Walker, Steven Klein… Non mi piace uno stile in particolare quindi spazio molto, sono sempre alla ricerca del mio fotografo preferito.


9) Qual è la differenza tra la fotografia di ieri e di oggi?

Forse prima la fotografia era un po’ più di nicchia, adesso è molto più facile acquistare materiale fotografico di conseguenza ci sono molte più persone che si avvicinano alla fotografia, e molti più fotografi o simil fotografi. Questo credo influisca molto sulla qualità delle immagini che ci circondano adesso.
Anche lo stile è cambiato molto, se parliamo di fotografia di moda, ma quello credo sia inevitabile, è una continua evoluzione.



10) e in che direzione futura andrà?

A questa domanda non so davvero risponderti. Molti credono che pian piano la fotografia stia morendo, io credo (e spero) che stia solo cambiando.


11) Il tuo sogno nel cassetto e progetti futuri.
Il mio sogno nel cassetto è quello di comprare un gratta e vinci ed intascare 1.000.000 di euro, ma questa è un’altra storia.
Sogno di continuare a fare il fotografo, vorrei vivere di fotografia, avere una casa, una famiglia e un cane. Se poi mi chiedi un sogno un po’ più ambizioso, vedere tra 10 anni in libreria una raccolta di mie foto non sarebbe per niente male, lasciare un segno nell’arte contemporanea sarebbe molto gratificante.
  

La Signorina F.

sabato 8 dicembre 2012

Avvistato l'ultimo romantico all'Auditorium Parco della Musica di Roma.



Una luce calda e soffusa,qualche minuto di attesa e poi le note,al pianoforte,i tasti accarezzati e pigiati dalle vigorose mani di Mario Venuti.



Ecco una delle mie grandi passioni,lui,i suoi testi,la sua musica ed il percorso professionale che lascia intravedere quello umano.Grande delicatezza nei modi,assisto,con il cuore gonfio di gioia ad una serata intima,sussurrata e vivace quando la chitarra sostituisce i tasti bianchi e neri.






Due sgabelli ospitano il cantautore,che si muove tra uno strumento e l'altro e incanta con brani vecchi e nuovi,esordisce con "E'stato un  attimo" e via con una emozione dopo l'altra, per due volte canta la deliziosa "Fortuna"(in sala la richiedono con forza!). "L'ultimo romantico"e' l'ultima fatica,canzoni morbide e ben eseguite.A sorpresa esegue il pezzo "E la chiamano estate "di Bruno Martino"titolo dell'omonimo film del regista Paolo Franchi(presente in sala,ho salutato anche lui,bel tipo,dallo sguardo penetrante)ottima interpretazione,molto ispirata.



Davvero una bella serata,esce due volte per accontentare un nutrito numero di affezionati.
T-shirt con stampa su fondo beige,pantalone sportivo con risvolto un po' piu' scuro,una giacca in velluto marrone,per la prima parte della serata ed un cappello che non abbandona mai.(lo stesso che indossa sulle foto del cd).


E' disponibile,emozionato,generoso sul palco,un po' imbarazzato dal mio entusiasmo quando riesco ad avvicinarlo nel retro-palco.
Che bello,sono riuscita a salutarlo e a complimentarmi con lui in un contesto soft,poi una coppia ci baci ed una foto!
Dopo circa due ore di palpitazioni si torna a casetta!Altre emozioni!

La Signorina P.

giovedì 6 dicembre 2012

Il natale ... A tavola!

Miei cari lettori,
in questa calorosa giornata diamo il benvenuto alle feste. Si cominciano a cantare i cori natalizi, i vostri bambini tornano a casa recitando le poesie di natale, la famiglia si riunisce intorno ad un albero dando spazio alla creatività negli addobbi, corriamo in diversi negozi a comperare i regali dopo aver redatto una lunga lista di pensierini e, accompagnate da grandi festoni e luci colorate, accogliamo con gioia i giorni a venire.


Dopo tutto, il periodo che va da Natale a Capodanno è una piccola oasi di allegria in una lunga sequela di giornate perlopiù grigie e piovose.
Nei tempi passati vi era un connotato più marcatamente religioso rispetto a oggi, ma non si può negare che questi sette giorni hanno mantenuto un fascino speciale, d'altronde fa sempre piacere ricevere un saluto con un caloroso "Buone feste"!


Oltre a preparare per tempo i vostri regali, organizzatevi anche per pranzi, cene e cenoni. Se siete invitati, informatevi su cosa dovete portare e sul tenore della serata; se siete voi a invitare a casa vostra, preparate in anticipo una lista con quello che vi occorre, partendo da addobbi, biancheria per la tavola e stoviglie.
Riunirsi intorno ad una tavola è qualcosa di più complesso di quanto può sembrare all'apparenza.



I commensali rappresentano un mondo in miniatura dove si ritrovano sentimenti, le emozioni e gli interessi piu disparati. Per questo l'arte della tavola è articolata da mille sfumature.
Bisogna saper combinare tanti piccoli elementi affinché la "riunione" risulti speciale : miscelare con cura educazione ed informalità affinché ognuno si senta a proprio agio; buon gusto e semplicità per cui niente risulti forzato, e infine psicologia e spontaneità per prevenire attriti e per non bloccare le persone dietro la barriera di una rigida forma.
Insomma, intorno a una tavola viene messa alla prova la vostra creatività!



Ricordate che una tavola apparecchiata con gusto predispone il vostro ospite positivamente e lo fa sentire importante, perche percepirà la vostra attenzione nella cura dei dettagli come un'attenzione nei suoi riguardi.

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Un bel centrotavola vi permetterà di lasciare andare a briglia sciolta la vostra fantasia e strapperà di certo un'esclamazione di meraviglia ai vostri commensali. Potete usare ciotole in cristallo molato o in ceramica per composizioni multicolori con fiori freschi di stagione,fiori e frutta, fiori secchi e candele o quant'altro. Anche gli oggetti in peltro o argento possono fare la loro bella figura purchè l'insieme non dia un'idea di isibizionismo. E, come sempre, cercate di non strafare: rispetto ad un centro tavola pesante o ingombrante, preferite piccole composizioni da distribuire su tutta la tavola.


Può darsi che la nonna vi abbia lasciato una preziosa tovaglia di fiandra che se ne sta nell'armadio ormai da anni. Quale migliore occasione di un pranzo o di una cena a cui volete dare un cert "tono", per farla ammirare? la classica tovaglia bianca, eventualmente impreziosita da pizzi o ricami, è insostituibile per le occasioni importanti.
Il bianco mette in risalto l'eventuale argenteria e si abbina senza problemi a qualunque colore, permettendovi qualche capriccio con le decorazioni.


Che il tovagliolo sia di lino pregiato, orlato a mano e ricamato con i monogrammi di famiglia, di cotone stampato, oppure semplicemente di carta , ricordate che in nessun caso deve mai mancare!
Fino a qualche tempo fa il tovagliolo era parte integrante della tovaglia mentre oggi, è un accessorio a sé e, per sua scelta, non ci sono regole se non quelle del buon gusto.



Cosi, nel pranzo natalizio si accorderà con tovaglioli allegri, magari decorati con qualche simbolo tipico della festa .I modi per piegare un tovagliolo sono diversi.
Generalmente viene posato alla sinistra del piatto, in alcuni casi però si preferisce metterlo ripiegato a triangolo o a ventaglio sopra il piatto, sta a vostro discernimento valutare quello piu adatto alla circostanza.



L'acqua non deve mai mancare in tavola, questo prezioso liquido è la regina delle bevande. L'acqua naturale va servita nella caraffa mentre quella minerale va portata in tavola nella bottiglia originale. Se si pranza fuori dalla cerchia familiare, ricordate che l'acqua con il vino non vanno mai miscelati: risulterebbe addirittura offensivo a chi apprezza il buon vino e magari ha preparato per l'occasione una bottiglia "speciale".
Anche in un pranzo informale i bicchieri sulla tavola devono essere almeno due: uno più capiente per l'acqua e un altro leggermente più piccolo, per il vino.




I bicchieri
Parlando del natale immaginiamo un occasione, un pasto più importante e quindi prevediamo più qualità di vino, di conseguenza i bicchieri saranno tre: da sinistra verso destra disporrete il bicchiere più grande per l'acqua, poi quello medio per il vino rosso e infine uno più piccolo per il vino bianco.



Un quarto bicchiere può essere aggiunto se a fine pasto si prevede un brindisi con champagne e spumante: in questo caso userete il  flute (calice alto e stretto che ricorda per la sua forma il flauto).



Se i bicchieri sulla tavola non sono più di tre vanno messi davanti il coltello, leggermente sulla destra del piatto. Se sono quattro, si metterà quello per l'acqua di fronte al piatto e sulla destra, in successione gli altri.
I bicchieri, come i piatti, devono essere tutti dello stesso stile e, possibilmente, privi di intarsi e arabesci troppo vistosi che non permettano di esaltare il colore della bevanda.

I piatti
La fretta è sicuramente cattiva compagna dei piatti che rischiano, a ogni pasto, l'incolumità. Tuttavia il " servizio buono" è la reliqua di ogni casa. La porcellana, raffinata e resistente agli urti, rimane il materiale più prezioso, mentre maiolica e ceramica sono materiali più fragili e solitamente più rustici.


Le posate
Il numero delle posate corrisponde al numero delle portate, fino a un massimo di tre forchette e tre cucchiai. Una quarta postata viene, eventualmente, portata al momento.Quando apparecchiate ricordate che in tavola non vi devono essere più di due coltelli, a meno che uno non sia quello del pesce. Le prime posate da utilizzare , tra quelle disposte a tavola, sono quelle più esterne al piatto.


  • Il coltello va messo alla destra del piatto con la lama rivolta all'interno, e serve unicamente per quei cibi che non si possono spezzare con la forchetta. Nelle pause non si appoggia sulla tovaglia o sul bordo del piatto ma nel piatto, in contrapposizione alla forchetta con le punte che si toccano;
  • Il cucchiaio si dispone alla destra del piatto con la parte concava appoggiata alla tovaglia. Serve per mangiare la minestra dalla fondina. Lo avvicinerete con la punta rivolta alla bocca, facendo attenzione a non produrre rumori da " cappa aspirante", e senza sorseggiare più di una volta la medesima cucchiaiata;
  • La forchetta va messa a sinistra del piatto, con la parte concava appoggiata al tavolo. Nelle pause si posa sul piatto parallelamente alla tavola.


Posizione corretta per una pausa quando l'uso del coltello non è obbligatorio (fig. sinistra);
posizione corretta a fine portata (fig. destra);
posizione corretta per una pausa durante il pasto (fig. in basso).

Posate varie
Le posate da pesce sono indispensabili in un pranzo formale ;
le posate da dessert posizionatele poco sopra il piatto: il cuchiaio con il manico rivolto verso destra, la forchetta con il manico rivolto verso sinistra.

Segnaposti
Ai vostri ospiti farà sicuramente piacere trovare il proprio nome accanto al posto loro assegnato. Avranno la sensazione di trovarsi nel... posto giusto al momento giusto!
Con i segnaposti sbizzarritevi come più vi piace.


Nel progettare i segnaposti datevi comunque dei limiti, ricordando che il bello non sta nel semplice oggetto ma in tutto l'insieme: quindi no a segnaposti sproporzionati rispetto alle dimensioni dei piatti e della tavola.
Prestate attenzione ai colori, che devono intonarsi con quelli di stoviglie, tovaglia e tovaglioli. Infine un occhio anche allo stile: un segnaposto allegro e spiritoso deve essere adatto alle occasioni cosi come uno delicato ed elegante.



Miei cari lettori, spero che i mie consigli possano esservi utili per portare un tocco di eleganza in questi giorni di festa e rendere l'ambiente più accogliente, da vivere  in compagnia dei vostri cari.
Non mi resta che augurarvi buone feste! ...


La vostra Signorina D.

mercoledì 5 dicembre 2012

Appuntamento glamour tra le nevi di Cortina.



Sabato 8 dicembre 2012  presso l'Hotel  Ambra di Cortina D'Ampezzo sara' possibile visionare le creazioni di Giulia Boccafogli.

La designer sara'ospite della signora Elisabetta Dotto proprietaria e direttrice dell'albergo,nonche' appassionata di moda. La collezione comprende pezzi unici,accessori realizzati a mano con pellami pregiati,rigorosamente made in italy e materiali di recupero.Veri e propri ornamenti che abbelliscono e vestono sotto forma di ricche collane,preziosi orecchini e mini cappelli di grande charme.

Giulia Boccafogli,architetto bolognese,laureata a Firenze,comincia a progettare interni ma si accorge ben presto che la vera passione e'creare gioielli.Opere che interpretano stati d'animo e ne seguono il percorso piu' che le stagioni.

Ingrediente aggiuntivo,al gia' prelibato brunch,(l'appuntamento fra le 12 e le 18),le odorose proposte di CampoMarzio 70, casa leader nel settore profumiero di lusso.

La suggestiva Cortina,perla delle Dolomiti , fara' da sfondo a questo interessante incontro  fra cose belle. Da non perdere, tra una discesa ed una salita, tra una cioccolata calda ed una passeggiata.
La Signorina P.

domenica 2 dicembre 2012

Tè in compagnia

Miei cari lettori,
C'erano una volta i salotti ...
Nei loro eleganti salotti le signore ricevevano il "bel mondo", qui si incontravano politici, artisti, intellettuali e, all'insegna della non ufficialità, si tessevano intrighi, si ottenevano favorì e, perché no, si intrecciavano relazioni amorose. Il tutto impreziosito da ricercati servizi di porcellana su pesanti vassoi d'argento abilmente lucidati dalla servitù.


Naturalmente i "salotti esclusivi" non sono scomparsi ma oggi, anche in questi templi della mondanità, l'informalità è ormai un ospite abituale. Le occasioni per una visita sono innumerevoli e anche se la nostra vita scorre all'insegna del "non ho tempo", cerchiamo di ritagliare qualche spazio per ricevere oppure recarci da un amico.
Dopo tutto, l'incontro con gli altri é sempre una possibilità di arricchimento personale.
Anche se oggi non ci di formalizza più come un tempo, sta di fatto che un certo modo di ricevere o proporsi dia all'incontro un aspetto più o meno cordiale e piacevole.


Se la visita è preannunciata, oltre al tè che preparerete al momento, tenete a disposizione anche bibite fresche e dolcetti, che sceglierete a seconda dell'orario fissato.
Ricordate che il servizio da tè non deve necessariamente essere importante:l'essenziale é che non sia sbeccato o spaiato. La zuccheriera può essere di materiale diverso dal resto del servizio, per esempio in argento o peltro, sempre che non faccia a pugni con tutto l'insieme.





I tovagliolini, immancabili, potranno essere anche di carta. Non dimenticate poi di preparare latte e limone, tagliato in fettine sottili, da aggiungere eventualmente alle bevande. Se servite biscotti o piccoli dolcetti, potrete accomodarvi sulle poltrone: in questo caso con una mano terrete il manico della tazza e con l'altra il piattino, appoggiando entrambi quando vi servite di un dolcetto.


Ricordate che i cucchiaini non vanno mai lasciati nella tazza ma sempre sul piattino, né vanno mai messi in bocca: il loro uso esclusivo è per mescolare lo zucchero. Se è previsto un dolce vero e proprio, sarà più comodo per il vostro ospite, avere un piano d'appoggio. In questo caso apparecchiate intorno al tavolo.



Davanti a ogni invitato preparate il piattino da dessert con alla destra una forchetta e alla sinistra in tovagliolo; poco sopra la forchetta posate la piazza con il piattino. Verserete l'acqua bollente nella teiera aggiungendo un cucchiaino di tè per ogni tazza prevista, più uno per la teiera.


Le prime notizie su questa pianta provengono dalla Cina, dove il tè veniva utilizzato come medicinale già molti secoli prima di Cristo. Più di quattromila anni fa, l'imperatore cinese Tsing-Nung annotava questa riflessione: " il tè sveglia il pensiero, rinfresca il corpo e tranquillizza in nervi. Quando sei depresso il té ti da di nuovo forza e coraggio".
Credo che alle cinque suonerà il mio campanello ... vado a preparare la tavola!

La vostra Signorina D.